martedì 29 novembre 2016

CASENTINO TRA BORGI, CASTELLI E ABAZIE



Partire dalla nebbiosa Val di Chiana in una mattina umida di novembre e raggiungere il soleggiato Casentino aretino, tra valli, boschi e borghi, è stato come affrontare un lungo viaggio. La fitta nebbia ci ha accompagnato fino alla cittadina di Capolona, dove la piatta valle del fiume Chiana lascia spazio alle valli casentinesi che ospitano il corso del fiume Arno. Qui, borghi, Castelli e Abazie, spuntano come funghi nelle colline casentinesi ornate di bosci.






Poppi, Pratovecchio, Stia e tanti altri bellissimi borghi, rappresentano più di ogni cosa, il tipico insediamento casentinese, caratterizzato dalle loro torri, abazie e i classici portici dei centri storici. Il Castello di Romena e quello di Porciano svettano con le loro torri nei fantasiosi colori dell'autunno, mentre l'abazia di Romena, domina la valle sottostante, con una splendida vista sull'intero Casentino.
 







Ma la zona non offre solo borghi e castelli, a Stia, è possibile visitare l'interessante museo della lana, ospitato all'interno di una vecchia fabbrica tessile. A lato del piccolo Arno, che nasce a pochi km da qui, il museo è un viaggio attraverso quella che era la risorsa primaria del Casentino: La lana.




giovedì 17 novembre 2016

MALTA " I MIEI PRIMI 40 ANNI"

#malta


Il giorno del mio compleanno, il quarantesimo per la precisione, è nato questa nuova breve avventura condivisa con amici di vecchia data. Durante una cena, è stata presa la decisione di partire per un week-end in direzione della piccola isola maltese, adagiata sul Mar Mediterraneo. Conosciuta insieme ad Elisa, lo scorso anno, l'isola offre tanto al visitatore, e anche se solo per due giorni, i miei compagni di merenda hanno subito accettato la proposta. Quindi con un biglietto ryanair e un hotel prenotato dall'Italia, partiamo in direzione di Ciampino per iniziare la nostra avventura. Dopo l'incomprensione con il transfert per l'hotel, raggiungiamo Sliema venerdi novembre alle ore 20.00 
 


Dopo la serata in compagnia a festeggiare i nostri 40 anni, passaimo la giornata di sabato alla scoperta della capitale, La Valletta, che grazie al buon clima, risulta una piacevole giornata di turismo. L'avevo visitata lo scorso anno di domenica ed eravamo rimasti delusi, visto che tutto era completamente chiuso, quindi ne approffitto per alcune compere e per visitare alcuni monumenti che non mi fu possibile visitare il settembre scorso. I balconcini colorati degli edifici maltesi risaltano sulle chiare pareti di arenaria, mentre il colore azzurro intenso del mare fa da sfondo al nostro girovagare
 

 








                          









I due giorni passati a Malta insieme a Jacopo, Davide e Simone, saranno un motivo in più per rafforzare le nostre amicizie e ci promettiamo di ripetere al piu presto, magari senza aspettare i nostri  "PRIMI 50 ANNI"






venerdì 21 ottobre 2016

#MESSICO #VIAGGIAUTORI Y LA SANTA MUERTE

























Oggi voglio presentarvi la Santa Muerte di Fabrizio Lorusso, che ha contribuito con questo articolo alla stesura della guida dei Viaggiautori sul #Messico.
Non aspettate troppo, fate come me, prendete un volo per Città del Messico, scendete alla metro di Tepito, dirigetevi verso Calle Alfareria e visitate l'altare della niña blanca. Intanto se siete curiosi date un'occhiata a cosa ha scritto Fabrizio come contributo alla guida. 

Santa Muerte, Patrona dei Viaggiatori?
di Fabrizio Lorusso

In Messico la morte ha il privilegio d’essere santa, anzi santissima. Infatti, la Santa o Santissima Muerte, conosciuta anche come Flaquita (Magrolina), Niña Blanca o Bonita (Bimba Bianca o Carina) o Huesuda (Ossuta), rappresenta il culto popolare non riconosciuto dalla Chiesa più importante e in rapida crescita dell’America Latina e, forse, del mondo intero. La sua presenza, prima clandestina e marginale, è diventata pubblica e capillare in numerosi centri urbani messicani. La devozione alla Muerte santificata si sta trasformando in un fenomeno endemico, ormai parte integrale del folclore messicano attuale. L’immagine scheletrica con la falce, la bilancia, il saio francescano e la sfera terracquea della tradizione occidentale invade senza tregua gli androni delle case, i bar e i patii, i negozi esoterici e i supermercati discount, le case di ringhiera e i condomini, le serie TV e la cultura pop in genere. Persino i turisti la cercano e non è un azzardo pensare che presto si trasformi anche nella protettrice di viaggiatori e camminanti.Alcune stime parlano di due, cinque o anche 10 milioni di devoti e, se i numeri veri sono difficili da comprovare, basta solcare le viuzze affollate del centro storico di Città del Messico, visitare i mercati popolari come quello di Sonora o della Merced e perdersi nelle zone meno battute dal turismo tradizionale per rendersi conto della presenza capillare della divinità scheletrica. Magari è meglio andarci con qualche locale, ma non posso non raccomandare un percorso mattutino, mai notturno, alla ricerca degli altari della Santa nel cosiddetto Triangolo della Morte di Città del Messico. Dal corridoio esoterico del mercato di Sonora, dove s’accede ai negozi di statue e litografie della Santa, si cammina verso nord lungo l’Eje 1 Oriente fino al mercato della Merced e vie limitrofe, in cui gli altari abbondano, per poi addentrarsi in calle Bravo 35, dove c’è un santuario della Muerte sede della ISCAT (Iglesia Santa Católica Apostólica Tradicional), e infine in via Ferrocarril de Cintura quasi all’angolo con via Alarcón, dove si trova il primo oratorio di doña Blanca e la celebre figura scarnificata di Santa Esperanza. Sempre verso nord su avenida del trabajo sbocca la via Alfarería. Siamo nel cuore del famigerato quartiere di Tepito. La si percorre per due isolati, fino al numero civico 12, dove si può visitare il primo e più visitato altare pubblico della Santa Muerte al mondo, sito sul balconcino esterno della dimora di doña Enriqueta Romero, detta Queta, e sede del rosario che si tiene ogni primo del mese alle 5 del pomeriggio. Per chi ama scoprire le periferie delle periferie consiglio un’escursione domenicale per partecipare alla cerimonia di mezzogiorno presso la Santa Muerte di Tultitlán, nella cintura esterna della capitale messicana conosciuta come Estado de México. Lì la guardiana si chiama Enriqueta Vargas, si prende cura di una statua della morte di 22 metri d’altezza, la maggiore del mondo, e ha elaborato rituali originali, eccentrici e interessanti in onore di suo figlio, Jonathan Legaria Vargas o Padrino Endoque, devoto della Santissima assassinato brutalmente nel 2008.A molti pare macabra e terrificante, la stampa l’ha sempre presentata come un’icona della cultura mafiosa o della narco-cultura, associandola al mondo del crimine organizzato, dei narcos, delle prigioni e delle gang, ma la realtà è un’altra. Sebbene la Santissima sia effettivamente una delle icone privilegiate dalle classi sociali più precarie della popolazione, in un Paese in cui oltre la metà degli abitanti vive sotto la soglia della povertà e lo Stato ha da tempo rinunciato ad assolvere le sue funzioni di tutela economica e sicurezza umana, di certo questi settori sociali non coincidono con l’universo della “criminalità organizzata” o dei “narcos” e, piuttosto, la corrispondenza tra delinquenti, marginali e devoti della Santa Muerte è il prodotto da mistificazioni mediatiche e campagna di discredito orchestrate dalla Chiesa e dallo Stato, istituzioni in declino nell’immaginario e nella realtà quotidiana di milioni di messicani letteralmente abbandonati a se stessi e ai favori dei santi della crisi e delle cause più disperate.






 
 

lunedì 26 settembre 2016

#MESSICO #VIAGGIAUTORI

DUE SETTIMANE IN MESSICO


Quando mi fu chiesto di collaborare alla stesura di una guida sul Messico, pensavo che tutto fosse uno scherzo; ma chi me lo aveva chiesto non aveva assolutamente intensione di scherzare, anzi....
Era ben convinta che sarei stato la persona giusta, per accompagnare la Co-Autrice Alessandra , in questo interessante viaggio cartaceo.

Sono state settimane di intenso lavoro, con nottate passate in bianco a ripercorrere l'itinerario prescelto e tanta corrispondenza con un gruppo di eccezionali collaboratori. Alla fine però, il risultato è stato ottimo, e tutto questo lo devo anche agli amici Fabrizio , Mirko , Norma e Irene.

Naturalmente un ringraziamento va anche agli ideatori di questo progetto, Cabiria Raffaele che mi hanno sopportato con le mie stupide domande fino all'uscita della guida.

Un grazie particolare, va alla mia compagna Elisa, che anche in questo viaggio, ha saputo starmi accanto, soppportando le mie innumerevoli richieste e domande.



Vorrei ringraziare anche tutti gli amici che mi hanno sopportato in questo progetto e che mi hanno sostenuto fin dal primo giorno.
Per ultimo, ma non per importanza, vorrei ricordare a tutti, che questa guida la dedichiamo con tutto il cuore al nostro carissimo PAINO che sempre viaggerà insieme a noi.